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Avola

A circa 20 minuti da Siracusa, percorrendo verso sud un tratto dell'autostrada A18 si arriva ad Avola, Città d'Arte, della Mandorla e del Nero d'Avola. Il centro abitato sorge su una vasta pianura, ai piedi dei colli iblei, circondato da rigogliosi giardini di vitigni, di agrumi e di mandorleti. Avola, in continua espansione urbanistica, si estende oggi sul mare Jonio, caratterizzato da calde e limpide acque, che bagnano ampie spiagge di sabbia fine e dorata; una collocazione felice e il vanto dell'appellativo di porta del sud-est, che si concretizzerà ancor più con la realizzazione del porto turistico. L'economia della città, nel passato quasi esclusivamente agricola, si proietta oggi nella direzione più congeniale, quella turistica, grazie alla peculiarità del territorio, alle caratteristiche ambientali di incontaminata bellezza, allo splendore dell'arte, creata dall'uomo plasmando le materie prime di questi luoghi, alle prelibatezze dei piatti, che rivelano sapori unici al mondo, nonché all'eccellente ospitalità dei suoi abitanti.

Storia.

L'antica città di Avola, distrutta dai terremoti del 9 e 11 gennaio del 1693, fu riedificata nella calda e fertile pianura antistante il mare, in una posizione ideale anche per la crescita economica. All'architetto Angelo Italia, frate gesuita, fu dato l'incarico di scegliere il sito, progettare e collocare l'impianto urbano della città distrutta dal sisma, dal Principe Nicolò Pignatelli Aragona Cortes, Marchese d'Avola e duca di Terranova. Fu ideata una pianta di forma esagonale con maglia viaria ortogonale, isolati con corti interne, due strade principali larghe dieci metri e orientate esattamente rispetto al nord; al loro incrocio la piazza principale quadrata, ai loro vertici quattro piazze rettangolari. Il disegno è stato oggetto di meraviglia e stupore da parte di molti viaggiatori e studiosi. Una visione globale dell'impianto planimetrico è data da un'incisione commissionata nel 1756 da Giuseppe Guttadauro, poeta e letterato, pubblicata nel 1757 da Vito Amico, nel suo "Lexicon Topographicum Siculum".

Architettura.

La visita al Centro Storico, la cui pianta esagonale ha pochissimi esempi in campo nazionale, consente un itinerario, di notevole interesse artistico e architettonico, attraverso le settecentesche Chiese, fra le quali quella della SS. Annunziata, dichiarata monumento nazionale.

Il Palazzo di Città fa parte del complesso architettonico, collocato in pieno centro storico, la cui superficie copre quasi un isolato. Sede dal 1767 del convento dei padri Domenicani, fu acquisito nel 1866.

Il Teatro "Garibaldi", preziosa opera architettonica di stile neoclassico, fu costruito su un'area di 480 mq, nel periodo tra il 1872 e il 1876, anno della sua inaugurazione. Per molti il suo palcoscenico fu calcato dai nomi più prestigiosi della lirica e del teatro italiano; l'ultima rappresentazione risale agli anni '40 del secolo scorso. Il "Garibaldi" è stato sottoposto ad un lungo intervento di recupero e consolidamento.

Il "Palazzo Modica", antica costruzione del settecento, oggi proprietà del comune di Avola, rappresenta uno degli elementi più caratteristici del tessuto storico della città. Edificato nel quartiere di Santa Venera, il palazzo, nel corso dei secoli, è stato sottoposto a varie modifiche e a ripetuti interventi di restauro.

Il Vecchio Mercato di via San Francesco d'Assisi, progettato nei primi anni del Novecento, dall'ingegnere Salvatore Rizza, vive oggi lo splendore del restauro, e presto sarà sede della biblioteca comunale "Giuseppe Bianca"

La "Torretta dell'Orologio", realizzata nel 1865 in piazza Umberto I, fu inaugurata l'anno successivo con l'orologio a battute. E' detta anche "torre del gallo", perché ne è presente uno all'apice della costruzione per dare al visitatore l'indicazione meteorologica.

Itinerario Archeologico Paesaggistico.

Percorrendo la fascia costiera del territorio di Avola si apre un itinerario archeologico e paesaggistico di grande interesse. In contrada Falaride è possibile ammirare una costruzione del periodo neolitico: il Dolmen, scoperto nel 1961 da Salvatore Ciancio. La struttura, che originariamente avrebbe avuto scopo funerario, utilizzata per la sepoltura dei bambini, è considerata unica in Sicilia. Sul lungomare Tremoli sono visibili le rovine e i resti musivi di una Villa Romana, risalente al II secolo a.C.

Le spiagge di sabbia fine e dorata costituiscono per il turista un'attrazione da maggio a ottobre, grazie al clima caldo d'estate e temperato il resto dell'anno.

Sull'altopiano avolese è d'obbligo la visita ai resti della città antica ricca di moltissimi siti archeologici. Sono visibili lungo la strada, decine di grotte, scavate nella roccia, che costituiscono parte delle abitazioni e delle cisterne dell'antico borgo di Avola. Si può ammirare la necropoli sicula con tombe a forno, lungo le pareti del Cozzo Tirone e del Ronchetto, e in direzione Cava Grande, una necropoli bizantina risalente al V - VI secolo d.C. Da visitare in contrada Cozzo Tirone, l'Eremo Madonna delle Grazie, totalmente ristrutturato. L'antica Avola o Abola, era composta da quattro quartieri che si sviluppavano sotto il castello-fortezza: Trunxelli o Ronchetto, Marchi, Balzi e Suso. Dal belvedere di Cava Grande, riserva naturale, si ammira la necropoli, segno inconfondibile della presenza umana sin dall'età sicula, e i meravigliosi laghetti di colore smeraldo, raggiungibili percorrendo un sentiero immerso nel verde tipico mediterraneo, dove è possibile ammirare numerose specie di orchidee selvatiche.

Produzioni Locali.

Il Nero d'Avola, uno dei vini più apprezzati al mondo, è il prodotto del vitigno principe siciliano, presente nel territorio avolese a partire dalla fine del sec. XV. Il vitigno di Avola, a bacca rossa dalle grandi qualità, come testimoniano nei loro reportage i grandi viaggiatori del settecento, era rinomato così come lo è oggi. Il vino Nero d'Avola è di colore rosso rubino intenso e brillante, con riflessi violacei.

La Mandorla pizzuta di Avola è il prelibatissimo frutto del mandorlo, coltura predominante della città, e una delle principali fonti di ricchezza. E' uno spettacolo l'abbondante fioritura dei mandorli in pieno inverno, tra gennaio e febbraio. La maturità dei frutti viene raggiunta fra luglio e agosto, e se ne distinguono vari tipi, ma la pizzuta è insuperabile per forma e gusto. Le mandore estratte dai semi vengono utilizzate per la preparazione dei confetti, rinomati in tutto il mondo, del dissetante latte, del torrone, dei biscotti, della pastareale e di altri prodotti di dolceria.

Il Limone è un'altra grande produzione del territorio avolese. La sua coltivazione risale ai tempi della dominazione araba e oggi è presente ovunque sia possibile un sistema di irragazione. La specie di limone più diffusa e apprezzata è il femminello siracusano, di forma allungata, e fiorente diverse volte nel corso dell'anno, permettendo varie raccolte.

L'Olio extra vergine di oliva è un altro prodotto locale di eccellenza. Fra le colture predominanti l'olivo occupa un posto di grande rilievo. Questo prezioso albero è forse la specie più antica che si sia coltivata ad Avola.

Il Miele di Sataredda, è il prodotto che ha dato fama nel mondo classico ai monti Iblei e ad Avola. Nello stemma civico sono presenti tre api che ne simboleggiano la produzione e la laboriosità degli avolesi.


Stato: Italia
 
Regione: Sicilia
 
Provincia: Siracusa
 
Coordinate

36°55′0″N

15°8′0″E

 
Altitudine: 40 m s.l.m.
 
Superficie: 74,26 km²
 
Abitanti: 31.695
 
Densità: 426,87 ab./km²
 
Frazioni: Capo Negro, Chiusa Cavalli, Chiusa di Carlo, Cicerata, Cicirata Inizio, Falaride, Gallina, Montagna, Piccio
 
Comuni contigui: Noto, Siracusa
 
CAP: 96012
 
Pref. telefonico: 0931
 
Codice ISTAT: 089002
 
Codice catasto: A522 
 
Class. sismica: Zona 2 (sismicità media)
 
Class. climatica: Zona B, 823 GG
 
Nome abitanti: Avolesi 
 
Santo patrono: Santa Venera 
 
Giorno festivo: Ultima domenica di luglio 
 

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